giovedì, ottobre 12, 2006

Vid'io scritte al sommo d'uma porta:

Per me si va nella città dolente,
Per me si va nell’eterno dolore,
Per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
Fecemi la Divina Potestate
La Somma Sapienza e il Primo Amore.
Dinanzi a me non fur cose create,
Se non eterne, ed io eterno duro:
Lasziate ogni speranza, voi che entrate.

1 commento:

Chava ha detto...

Questo è lo scritto che Dante vide, alla porta dell’Inferno. Soltanto la sicurrezza che gli diede in quel momento il suo maestro, Virgilio, gli aiutò ad entrare in quel luogo pieno di horrori. (Testo originale: La Divina Commedia: L’Inferno, per Dante Alighieri. Canto Terzo, primo verso)