Per me si va nella città dolente,
Per me si va nell’eterno dolore,
Per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
Fecemi la Divina Potestate
La Somma Sapienza e il Primo Amore.
Dinanzi a me non fur cose create,
Se non eterne, ed io eterno duro:
Lasziate ogni speranza, voi che entrate.
Per me si va nell’eterno dolore,
Per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
Fecemi la Divina Potestate
La Somma Sapienza e il Primo Amore.
Dinanzi a me non fur cose create,
Se non eterne, ed io eterno duro:
Lasziate ogni speranza, voi che entrate.
1 commento:
Questo è lo scritto che Dante vide, alla porta dell’Inferno. Soltanto la sicurrezza che gli diede in quel momento il suo maestro, Virgilio, gli aiutò ad entrare in quel luogo pieno di horrori. (Testo originale: La Divina Commedia: L’Inferno, per Dante Alighieri. Canto Terzo, primo verso)
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